Ti trovi in: Home > Per saperne di più > I giovani e i pasti fuori casa

I giovani e i pasti fuori casa. Cambio di abitudini e associazione tra i nuovi modelli di assunzione dei pasti ed incremento di peso

 

da Emozioni e Cibo n. 36

 

Uno dei principali cambiamenti nello stile di vita che haavuto luogo durante gli ultimi decenni nel mondo è il crescente consumo dialimenti e di bevande consumati fuori casa. Come conseguenza di questocambiamento vi è stato simultaneamente un aumento del tasso di obesità. Cibipreparati fuori casa hanno assunto un posto predominante nella dieta in tuttoil mondo. Mangiare fuori casa è stato soprattutto associato all’aumentodell’assunzione calorica così come a un aumentato rischio per la resistenzainsulinica e l’obesità. La maggior parte delle ricerche in questa direzione èstata condotta da studi americani e canadesi (dove il tasso di obesità èattualmente rispettivamente 34,4% e 24,1%) ma anche in Europa c’è moltointeresse per questo argomento. La ricerca riporta che tra i diversi alimentic’è una variazione enorme di calorie per porzione all’interno delle categoriealimentari. Il fattore che incide maggiormente sulle calorie per porzione neicibi serviti al ristorante è la grandezza della porzione stessa piuttosto chela densità calorica come invece solitamente si suppone.

Infatti, uno studio condotto da Scourboutakos e colleghi epubblicato sulla prestigiosa rivista American Journal of Preventive Medicine,dimostra che l’approccio maggiormente realizzabile per ridurre le calorie neiristoranti potrebbe essere quello di ridurre le porzioni servite e non ladensità calorica. In aggiunta a questo, lo studio suggerisce che inserire nelmenu delle etichette con le informazioni caloriche può essere utilizzato perevidenziare che alcuni piatti hanno più o meno calorie di altri.

Vi sono inoltre diversi studi condotti da Lachat checorrelano le caratteristiche nutrizionali dei cibi consumati fuori casa conl’apporto calorico, qualità della dieta e status socioeconomico.

Gli studi indicano che normalmente i cibi consumati neipasti fuori casa costituiscono un’importante fonte di energia in tutte le fasced’età e il loro contributo energetico aumenta negli adolescenti e giovaniadulti. Mangiare fuori casa è stato associato ad una maggiore assunzione totaledi energia proveniente dai grassi nella dieta quotidiana e ad uno statussocio-economico più elevato. In generale gli studi concludono che l’assunzionedi pasti fuori casa sia un potenziale fattore di rischio per la maggioreassunzione di grasso e basso apporto di micronutrienti.

Nel Journal Youth Adolescence, Luszczynska ha condotto unostudio interessante, indagando le relazioni esistenti negli adolescenti epreadolescenti tra le percezioni dell’ambiente di alimenti consumati adomicilio e fuori casa. L’abilità di autoregolarsi al di fuori dell’ambientefamiliare si è dimostrata essere pessima. C’è una diretta correlazione tra ilcontrollo parentale e la regolazione dei pasti. Maggiore è l’accessibilità alcibo, minore è la possibilità di autoregolamentarsi. Lo studio fa ancheun’analisi della diretta correlazione esistente tra i coetanei e l’influenzasociale nel consumo di snack e bevande zuccherate che tende ad aumentare conl’età.

appiamo che l’adolescenza è un periodo in cui vi è unrapido cambiamento della composizione corporea e conosciamo alcunicomportamenti correlati all’obesità, quali l’assunzione di snack e bevandezuccherate. Quest’ultimi si presume infatti che risultino dall’interazione trafattori ambientali e la capacità degli adolescenti di autoregolamentare i lorocomportamenti alimentari. è presente un’empirica evidenza che sostiene proprioche questa autoregolamentazione viene a mancare nell’adolescente.


METODI DELLA RICERCA

La ricerca da noi condotta ha preso in esame un gruppo di 61ragazzi (19 maschi e 42 femmine) di età compresa tra i 16 e 17 anni reclutati arandom in un liceo. Agli studenti è stato somministrato un questionario ascelta multipla per indagare le loro abitudini nel consumo dei pasti fuoricasa. Nonostante il campione sia piccolo e circoscritto, riflette la tendenzadei giovani, riscontrata negli studi recenti, a consumare più pasti fuori casain confronto alle precedenti generazioni.


RISULTATI

Lo studio evidenzia una percentuale considerevole di ragazzi(58% degli intervistati) che pranza fuori casa, o acquista cibo per asporto,almeno una volta al mese, mediamente da 1 a 4 volte al mese (53,5% del totale).Solo una piccola percentuale afferma di pranzare regolarmente fuori casa piùvolte a settimana (4,5%).

Il locale maggiormente frequentato risulta essere il bar(40,6%) seguito da pizzeria/ristorante (16,5%), fast food (13,8%) e mensa(13,8%). La scelta del tipo di cibo ricade per la maggior parte su panino opiadina (29,9%) seguito da pizza (14,6%), toast (14%) e tramezzino (12,9%).

Hamburger e patatine a pranzo non sono frequentementemangiati (7,5%), mentre il 18% sceglie un “piatto classico” come un primo(4,2%), un secondo (5%), un primo ed un secondo (4,3%) o un’insalatona (4,6%).

Per quanto riguarda la cena, il 42% degli intervistati cenafuori casa o mangia cibo acquistato per asporto almeno una volta al mese. Solo il 2,5% cena regolarmente fuori casa più volte a settimana. I localimaggiormente frequentati sono pizzeria/ristorante (46,7%) seguiti dapub/paninoteche (19%) e fast food (12,2%). Il tipo di alimento maggiormentescelto risulta essere la pizza (36,7%) seguito da panino/piadina (12,3%),hamburger e patatine (10,5%) e Kebab (8,9%).


CONCLUSIONI

I dati del nostro studio pilota indicano che un ampio numerodi adolescenti consuma i pasti fuori casa.
Il campione da noi studiato riporta di prediligere pizza,panini, piadine, toast e tramezzini, rispetto alla scelta più legata allatradizione culinaria italiana di un primo o secondo piatto scegliendo,soprattutto a pranzo, il bar come luogo di consumo, dove probabilmente questi prodotti hanno un successo maggiore anche a causa del prezzo più contenutorispetto ad un pranzo tradizionale. L’aspetto economico, infatti, non è dasottovalutare in una popolazione giovanile che ha meno disponibilità economicae predilige l’aspetto della socialità che il mangiare in gruppo comporta,rispetto alla qualità del cibo.

C’è da sottolineare l’importanza dei pasti fuori per iragazzi che studiano in scuole lontane dal proprio domicilio e che quindi sonocostretti a mangiare fuori casa e l’importanza che rivestono le mense e ilocali che dovrebbero offrire cibo a bassa densità calorica nei dintorni delle scuole. Anche i distributori automatici di bibite zuccherate, panini e snackposizionati all’interno delle scuole, dei locali e di molti luoghi pubbliciaffollati da giovani, da tempo crea discussioni e lascia perplessi glieducatori dell’ambito della salute. Se è vero che maggiore è la disponibilità,minore è l’autocontrollo nei confronti del cibo, i luoghi dedicati ai giovani,partendo dalle scuole, dovrebbero offrire un ambiente protetto mettendo adisposizione scelte salutari, e non contribuire al consumo di snack o “cibo spazzatura”.

Infine, ci si auspica che la legge, in vigore in alcuneNazioni, che richiede a catene di ristoranti informazioni sulle caloriecontenute nei piatti del menu, sia in grado di stabilire se l’energia riportatanelle etichette aiuti i giovani a scegliere con maggiore consapevolezza tra lediverse opzioni alimentari presenti.


BIBLIOGRAFIA

Bauer KW, Hearst MO, Earnest AA, French SA, Oakes JM,Harnack LJ. Energy content of U.S. fast-food restaurant offerings: 14-yeartrends. Am J Prev Med. 2012 Nov;43(5):490-7.

Bezerra IN, Curioni C, Sichieri R. Association betweeneating out of home and body weight. Nutr Rev. 2012 Feb;70(2):65-79.

Block JP, Condon SK, Kleinman K, Mullen J, Linakis S,Rifas-Shiman S, Gillman MW. Consumers’ estimation of calorie content at fastfood restaurants: cross sectional observational study. BMJ. 2013 May23;346:f2907.

Lachat C, Khanh le NB, Huynh TT, Verstraeten R, Nago E,Roberfroid D, Kolsteren P. Factors associated with eating out of home inVietnamese adolescents. Appetite. 2011 Dec;57(3):649-55.

Lachat C, Nago E, Verstraeten R, Roberfroid D, Van Camp J,Kolsteren P. Eating out of home and its association with dietary intake: asystematic review of the evidence. Obes Rev. 2012 Apr;13(4):329-46.

Larson N, Neumark-Sztainer D, Laska MN, Story M. Youngadults and eating away from home: associations with dietary intake patterns andweight status differ by choice of restaurant. J Am Diet Assoc. 2011Nov;111(11):1696-703.

Luszczynska A, de Wit JB, de Vet E, Januszewicz A, LiszewskaN, Johnson F, Pratt M, Gaspar T, de Matos MG, Stok FM. At-Home Environment,Out-of-Home Environment, Snacks and Sweetened Beverages Intake inPreadolescence, Early and Mid-Adolescence: The Interplay Between Environmentand Self-Regulation. J Youth Adolesc. 2013 Jan 26. [Epub ahead of print].

Scourboutakos MJ, L’Abbé MR. Restaurant menus: calories,caloric density, and serving size. Am J Prev Med. 2012 Sep;43(3):249-55.

 

Progetto by Solutions s.n.c di Furnari e Matrone - Via Alessandro Volta 1/1, 42123 Reggio Emilia
Registro Imprese di Reggio Emilia - P.IVA 02109150355 REA 252330

Tel: 0522 791763 FAX 0522 365864
Email: info@solutionsnet.it |  Privacy

Piede di pagina