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L'Obesità (AIDAP marzo 2012)

 

Il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli definisce l’OBESITÀ come una sindrome caratterizzata da abnorme aumento del peso, per eccessiva formazione di adipe nel tessuto sottocutaneo. Questi termini rendono giustizia solo in parte al significato che oggi sottintende il termine obesità, sia perché non considerano il rapporto esistente tra eccesso ponderale e danneggiamento della salute sia perché attribuiscono alla sola alimentazione la causa dell’eccesso ponderale, trascurando il ruolo delle cause genetiche ed ambientali.

CLASSIFICAZIONE DEL SOVRAPPESO E DELL'OBESITA'
Per classificare l’obesità si usano due semplici misure: l’Indice di Massa Corporea (BMI), che si calcola dividendo il peso corporeo in chilogrammi con l’altezza al quadrato in metri (kg/m2) e la circonferenza vita. Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità una persona si definisce sovrappeso quando ha un BMI compreso tra 25 kg/m2 e 29,9 kg/m2 e obesa quando ha un BMI ≥ 30 kg/m2. Numerose ricerche hanno evidenziato che il tessuto adiposo localizzato nella regione addominale è associato a più elevato rischio di diabete tipo 2, dislipidemia, ipertensione e malattie cardiovascolari, pertanto è considerata elevata una circonferenza vita maggiore di 102 cm negli uomini e di 88 cm nella donna in soggetti con BMI compreso tra 25 e 34,9 kg/m2.

EPIDEMIOLOGIA DEL SOVRAPPESO E DELL’OBESITÀ
Il sovrappeso e l’obesità sono condizioni molto comuni in tutti i continenti del mondo. In Italia, le ultime rilevazioni ISTAT effettuate nel 2000 hanno evidenziato anche nel nostro Paese una tendenza verso l’incremento. La prevalenza del sovrappeso è, infatti, passata al 33,1% (41% negli uomini e 25,7% nelle donne), mentre quella dell’obesità al 9,7% (9,5% negli uomini e 9,9% nelle donne). È da sottolineare che questi dati possono sottostimare la reale prevalenza dell’obesità in Italia in quando il peso e l’altezza dei partecipanti allo studio non sono stati misurati, ma riferiti dai soggetti.


PERCHE' SI E' SVILUPPATA L’EPIDEMIA GLOBALE DELL’OBESITA'
L’obesità è stata considerata a lungo un sotto-prodotto dello stile di vita tipico dei paesi ricchi, sviluppati industrialmente, ma attualmente si sta diffondendo anche nei paesi sottosviluppati dove coesistono due problemi in apparente conflitto tra loro: il sempre irrisolto problema della fame e della malnutrizione e la emergente epidemia di obesità e malattie correlate (diabete, ipertensione, cancro e malattie dell’apparato cardio-vascolare).
La causa di questa situazione è stata spesso correlata alla “globalizzazione” con la produzione e diffusione, da parte di industrie come la Coca Cola e McDonalds, di cibi ricchi di zuccheri e grassi. Secondo Popkin, epidemiologo dell’Università della Nord Carolina, questa interpretazione è semplicistica perché se può essere la causa in alcuni paesi, non può essere la principale causa della tendenza mondiale.
Altre cause di questo fenomeno sono identificabili nello sviluppo di nuove tecnologie di approvvigionamento, preparazione e confezionamento dei cibi. Questi cambiamenti tecnologici hanno contribuito a rendere il cibo meno caro, più disponibile e più appetitoso e si sono accoppiati all’umano desiderio di lavorare meno (dal punto di vista fisico) e avere più tempo libero. Infatti la tecnologia ha cambiato il lavoro nell’industria e nell’agricoltura rendendolo meno pesante dal punto di vista fisico.
In alcuni paesi anche lo sviluppo dei trasporti pubblici e privati (auto, tram,treni, bus) ha contribuito a ridurre l’attività fisica (si cammina meno, si va meno in bicicletta). Purtroppo gli adulti non sono i soli ad essere colpiti: anche nell’età scolare l’obesità sta aumentando rapidamente. In questo caso le cause sono riferibili a maggior disponibilità di cibo (merendine, ecc), allargamento delle ore scolastiche con riduzione del tempo libero per i giochi e l’attività fisica, mancanza di adeguati spazi per l’attività fisica.

STUDI SULLA FAMIGLIA
L’obesità corre nelle famiglie: se un individuo ha due genitori obesi ha l’80% di probabilità di sviluppare l’obesità, se ne ha uno la probabilità scende al 40% e se non ne ha neanche uno la probabilità è inferiore all’8%. Purtroppo gli studi sulla famiglia, sebbene suggeriscano la possibile esistenza di un’ereditabilità, non permettono di differenziare i fattori genetici da quelli appresi dall’educazione e dall’ambiente familiare.

INTERAZIONE GENETICA-AMBIENTE
Nonostante i notevoli sforzi effettuati dalla ricerca mondiale sono stati identificati solo pochi individui affetti da una condizione di obesità legata alla mutazione di un singolo gene. È evidente che le mutazioni sono troppo infrequenti per contribuire in modo significativo all’epidemia globale dell’obesità.
 L’unica spiegazione possibile è che modificazioni culturali nello stile di vita ed in particolare nella dieta e nei livelli di attività fisica siano le vere responsabili dell’epidemia globale dell’obesità. Alcuni studi hanno documentato che la prevalenza di obesità è aumentata parallelamente all’incremento dell’assunzione di grassi e delle attività sedentarie, come ad esempio guardare la televisione. Oggi si pensa che le differenze genetiche possano mediare le diverse risposte all’ambiente dei vari individui e popolazioni attraverso un’interazione gene-ambiente.


CONCLUSIONE
L’eccessivo accumulo di grasso è una caratteristica multifattoriale e complessa che si sviluppa per influenza di molti fattori: sociali, comportamentali, fisiologici, metabolici e genetici. La distinzione fra geni che causano l’obesità e quelli che predispongono all’obesità è assai importante, come fondamentale è comprendere come le caratteristiche genetiche individuali interagiscono con fattori ambientali tanto da rendere alcune persone resistenti all’obesità e altre ad elevato rischio di diventare obese. È auspicabile che queste conoscenze permetteranno in un periodo non molto lontano di sviluppare armi terapeutiche più efficaci per curare l’obesità e le complicanze mediche ad essa associate.

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